E rivoluzione sia, sedano!

La mia interpretazione della tua “rivoluzione spirituale”, è che non si può cambiare il mondo con la forza. Di più: non si può cambiare la società se non si cambia se stessi. Individualmente.

Occorre uscire dalla chiacchiera, dal “si dice”, dalla superficialità del comune pensare e sentire. Porsi domande, e non dare risposte avventate. Cercare, sapendo che le vie più larghe e piane sono più facili e molto frequentate, e non portano da nessuna parte. Il sentiero per la vetta è stretto, e ripido, e denso di pericoli: attento alle vertigini! Non guardare in basso! Per salire, non puoi portarti dietro tutto quel peso: occorre prima abbandonare ogni zavorra, e raccogliere solo le cose più preziose che si incontrano lungo il cammino.

Non è esagerato il tuo limitare le cose in cui credi alle “piccole comunità” e alle “belle scopate” (sic). Alcuni pensano che la vera democrazia fosse possibile solo nel luogo in cui nacque, nella polis greca: tutta la cittadinanza in piazza a votare per alzata di mano. Trascurano però di considerare che pochi erano i cittadini, e molti gli schiavi. Anche oggi viviamo in una cosiddetta democrazia, e pochi sono quelli che decidono. Chi sono gli schiavi odierni? Attenzione alla risposta, “nessuno è più schiavo di chi si illude di essere libero” (diceva Goethe).
Piccole comunità, dunque, ma quali? Nelle prime comunità cristiane, ognuno si spogliava di ogni proprietà e la metteva a disposizione di tutti: una pratica già suggerita anche da Platone mezzo millennio prima, e più recentemente da Proudhon (era lui a dire che la proprietà privata è un furto, no?), teorizzata da Marx per finire poi malamente applicata…

Per quanto attiene alle “belle scopate”, che cosa ci avvicina di più alla divinità, di questo libero fluire dell’inconscio, di questa magica unione che ricompone l’unità spezzata dalla lama di Apollo, che divise l’ermafrodito rendendolo debole e disperatamente alla ricerca della metà perduta?

Cerchiamo di comportarci bene, e di limitare le nostre velleità di onnipotenza, o l’invidia degli dei ci taglierà ancora, e ci troveremo a saltellare su una gamba sola!

E rivoluzione sia, sedano!ultima modifica: 2003-12-01T18:51:17+01:00da max.online
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3 pensieri su “E rivoluzione sia, sedano!

  1. Sicuramente l’aspetto più problematico di sconquassare un paradigma di pensiero è che esso non si fa sconquassare, in esso devono maturare le condizioni che permettano di sfracellarlo – uso termini così forti perchè il tema è forte. La teoria dei paradigmi di Hosle a questo proposito è molto interessante. Se prendiamo ad esempio il moderno paradigma del business occorre che tutto il pensiero comune cambi per poter pensare di poterlo abbattere. (Adoro Goethe come romantico e grandi ambientalista nelle sue infinite “escursioni” verso la natura.)Quindi fondamentalment e la rivoluzione è una grandissima cosa, nobile, la rivoluzione spirituale insomma; ma se il pensiero dominante è e resta il business non si creeranno mai le condizioni per far la rivoluzione. Questo secondo me è uno dei nodi della questione.

  2. non si tratta di grandezza di una comunità:E’ come quando si tira un sasso nell’acqua…s i vedono una serie di cerchi concentrici ,ma sono tutti delle circonferenze ed unico è il sasso che li ha provocati:Il sasso è l’uomo ed è il suo essere che provoca il modo di vivere.

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