Per trovareavalon

La dimensione della comunità è tutt’altro che irrilevante. Finchè si è in 10, 20, 50 individui, è facile eliminare la proprietà privata, mettere insieme ogni risorsa e vivere come nelle comuni degli anni 70 (peraltro fallimentari perchè il mito dell’amore libero rovinò contro il sentimento possessivo della gelosia: si metteva tranquillamente in comune casa cibo e lavoro, ma non gli organi sessuali).
É facile discutere e prendere decisioni a maggioranza, quando bastano pochi metri quadrati per riunirsi, parlare e votare per alzata di mano.
Come trasportare tutto ciò in società più grandi e complesse? Vorrei che me lo spiegassi, giustificando così il tuo ottimismo, grazie.

Per trovareavalonultima modifica: 2003-12-02T14:21:40+01:00da max.online
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3 pensieri su “Per trovareavalon

  1. Il modello comunitario di Damanhur è una realtà abbastanza complessa, cercherò di sintetizzarlo. Si parla di un numero N di comunità la cui dimensione ideale non dovrebbe eccedere le 200 persone cadauna (figli compresi), all’interno delle comunità ci sono dei nuclei costituiti da 10-15 persone ognuno. Nel nucleo esiste una economia comune, sia monetaria che familiare e i nuclei della comunità concorrono tutti ai progetti generali, irrealizzabili da piccoli numeri di persone. Le comunità sono riunite in federazione tramite propri rappresentanti e l’elezione dei Re Guida, che fungono un pò da sindaci.

    Damanhur è un soggetto MOLTO complesso, dove la vita sociale è solo una parte di un progetto molto più grande.

    La fattibilità di quanto sopra è dimostrata dalla durata, Damanhur esiste da 29 anni… le realtà comunitarie di solito di dissolvono in 4-5 anni. Per scarsa coesione e mancanza di ideali reali pienamente condivisi.

    Visita il sito http://www.damanhur.it , è enorme e non riesce a dire tutto lo stesso.

    The Swordman

  2. in realtà non si tratta affatto di ottimismo,forse è maggiormenet vero il contrario.Comun que non mi riferivo ai modelli societari in senso stretto,concord o con quanto hai detto circa la proprietà e le possibilità democratiche,ma quello che intendevo è che qualsiasi sia il tipo di società in cui vive,alla base c’è sempre l’uomo che ripropone i suoi comportamenti,i suoi limiti e le sue pulsioni.Ho vissuto in una grande città ed ora in un paese di 200 anime.Cambia il modo di rapportarsi,cam bia il modo di vivere,cambiano i rapporti con le istituzioni,mol te sono le cose diverse,ma non l’uomo in quanto tale.Ed è questo che intendevo con cerchi concentrici che si allargano ma non mutano l’origine.I cambiamenti non possono partire che dalla consapevolezza.

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